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Estuario di Betanzos

Opera originale dell'autrice

Materiali
Pietra naturale (marmo), smalti
Dimensioni
60 × 60 cm
Anno
2024
Mosaico Estuario di Betanzos di Nata Malysheva

Uno scheletro di pesce — simbolo dell’essenza delle cose, o un albero magico le cui radici affondano nel passato e i cui rami si tendono verso l’infinito del futuro?

L’estuario è un punto di transizione, un confine tra il dolce e il salato, tra lo stabile e il mobile. Respira: si riempie e si assottiglia, inonda le rive e poi le scopre di nuovo, entrando in dialogo con i cicli naturali. Qui il tempo non si muove in modo lineare. Vive di maree e riflussi — come la vita umana, con le sue ascese e discese.

Le paludi sono luoghi di ristagno, una torbiera in cui ci si può impantanare, e allo stesso tempo un ecosistema pieno di vita, ripari e trasformazione. Qui la decomposizione diventa nascita.

Le foreste sono caos e ordine, labirinto e protezione, perdita e ritrovamento. A differenza della palude, dove il tempo si fa vischioso, la foresta moltiplica i sentieri. Scegliendone uno, non annulliamo gli altri — restano come ombre di possibilità.